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Buenos Aires - Il Tango... la sua storia e la sua magia

La seduzione del tango dilagò in tutto il mondo negli anni ‘20 grazie al cantante Carlos Gardel che passò dalla dura vita operaia al mercato di El Abasto, per diventare poi un sensuale cantante romantico e un attore di successo. Figlio di una lavandaia francese, nato nel 1887 aveva la fedina penale sporca e un passato avvolto nel mistero ma quando morì nel 1935 entrò definitivamente nella mitologia del tango.

Il tango era un ballo ricercato e difficile che da allora non è più passato di moda anche sulla scia di film come Ultimo tango a Parigi di Bertolucci e dell'interpretazione di Madonna nel musical Evita.

La parola tango è di origine africana collegata a tambor, un tipo di tamburo e le sue radici sono cubane con influssi di Milonga, frutto di una diversa tradizione rurale.

La sua musica ebbe origine intorno al 1870 nei bordelli, probabilmente a La Boca, una zona di Buenos Aires, dove gli emarginati delle bettole ballavano tra di loro in attesa del proprio turno con le prostitute.

Esprimeva un sentimento di tradimento e gelosia ed era una musica sensuale, brutale e marginale che mischiava l'insolenza alla meschinità, la voluttà alla durezza, la tristezza secolare alla rozza felicità dei bordelli.

Le parole del tango erano in lunfardo, un misto di dialetti italiani, e vesre, un gergo che consiste nell'invertire le sillabe. All'inizio non erano previste parole ma solo la musica del bandoneon, una piccola fisarmonica portata da Amburgo dai marinai tedeschi, del piano e del violino. Poi Carlos Gardel e introdusse il canto e questa musica divenne molto popolare anche in Argentina, oltre che a Parigi. E da li fino ad oggi senza smettere mai di sedurrci…