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Lisbona - Alla Torre di Belem scopro i Templari e i gargoyle gotici

La Torre di Belem

Arrivo alla Torre di Belem via acqua, con una piacevolissima crociera sul fiume Tago che parte dalla centralissima Praca do Comercio e giunge fino a qui, sulla sponda nord. Inizialmente la torre sorgeva a guardia della città su una piccola isola rocciosa del fiume a 200 metri dalla sponda di fronte alla spiaggia di Restelo, ma col tempo questo tratto di fiume si è progressivamente spostato ed ora la Torre è quasi sulla riva. Un’altra tesi sostiene invece che il terremoto del 1755 abbia deviato il corso del fiume.
E’  un Patrimonio mondiale dell'UNESCO  a memoria del ruolo importante che il Portogallo giocò nell'era delle grandi esplorazioni. La Torre fu commissionata dal re Giovanni II come parte di un sistema di difesa alla foce del fiume Tago e come porta cerimoniale di Lisbona; fu costruita nei primi anni del XVI secolo ed è un esempio lampante dello stile manuelino portoghese, ma incorpora anche accenni di altri stili architettonici con elementi moreschi, gotici e rinascimentali.  La struttura è composta da un bastione di 30 metri con quattro torri.

I Templari a Lisbona

I merli delle mura sono quasi tutti decorati con la croce dell’Ordine di Cristo, scolpita a bassorilievo su uno scudo. Questo Ordine fu fondato dal re Dionigi per rimpiazzare i Templari che erano stati soppressi dal papa Clemente. La continuazione spirituale tra i due Ordini è proprio rappresentata dalla presenza della Croce Patente.
La loggia affaccia sulla terrazza principale con la balaustra traforata in stile manuelino, che prende il nome da Emanuele I re all’epoca delle grandi scoperte transoceaniche.
La statua di Nostra Signora del Ritorno (la Madonna col Bambino) è vicina a una feritoia che serviva per calare i cannoni nel mastio ed era a protezione dei marinai che partivano, lasciando la struggente nostalgia che in portoghese si esprime con la parola “saudade

Il Monastero dos Jeronimos

Lasciando la Torre straordinaria mi è apparso alla vista il Monastero dos Jerónimos ("dei Geronimiti").
Realizzato in stile manuelino su progetto dell'architetto Diogo de Boitaca, sfoggia una esuberante decorazione di ispirazione orientale e fu fatto costruire dal re Manuele I per celebrare il ritorno del navigatore portoghese Vasco de Gama, dopo aver scoperto la rotta per l'India.

Vasco de Gama

La leggenda narra che il monastero venne costruito dove esisteva la chiesetta Ermida do Restelo, nella quale il navigatore ed il suo equipaggio, trascorsero in preghiera, la notte precedente alla partenza per il viaggio del 1498 che li portò alla scoperta della rotta per l'India, rivelatasi poi fondamentale per la storia dell'umanità. La sua costruzione iniziò nel 1502 ed ebbe termine dopo circa cento anni e venne finanziata dal cinque per cento delle imposte riscosse sulla importazione delle spezie dall'India.
Appena all'interno del portale principale (occidentale) si trovano le tombe, in stile neo manuelino, del navigatore Vasco de Gama e del poeta navigatore Luís de Camões. Nella cappella del chiostro, riposano dal 1985, le spoglie dello scrittore Fernando Pessoa.

Andare per tascas

Meravigliose sono le statue di animali esotici o fantastici frutto dei racconti dei marinai che tornavano dalle esplorazioni di luoghi lontanissimi. Le lunghe sere con il mare tempestoso erano le occasioni per loro per raccontare quanto visto o creduto di vedere, al fine di affascinare i loro ascoltatori nelle tascas (locande tipiche) bevendo vino bianco frizzante e mangiando le  alici ed il baccalà nelle più diverse combinazioni od i bifanas (panini con una fettina di carne all’interno).

L’iconografia medievale dava importanza al rapporto tra l’uomo di quel tempo e la natura. La fisicità della natura non era presa in considerazione solo dal punto di vista estetico o scientifico, ma veniva vista e pensata, compresa e assimilata in rapporto con la dimensione spirituale.

I gargoyle gotici

Ogni animale, quindi, appare come l’immagine di un’altra cosa che gli corrisponde su un piano superiore e di cui esso è il simbolo. Ecco quindi apparire i gargoyle, sorta di gocciolatoi in forma di figure animalesche e mostruose, come anche i particolari su colonne, capitelli, bordoni dove rappresentazioni immaginarie si fondevano con animali reali a generare una nuova funzione simbolica.

Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone. (John Steinbeck)

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