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New York non è solo grattacieli e mi innamoro del Museo Guggenheim

Con il naso all'insù

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I grattacieli

Quando sono arrivata a New York è stato inevitabile camminare a testa in su per poter ammirare quell’infinità di grattacieli che sembrano paletti infissi nel terreno a tenere ferma la città per non farla portar via dal fiume Hudson.
La più grande città degli Stati Uniti, è la patria di 5.818 grattacieli, 92 dei quali sono più alti di 183 metri. Adesso l'edificio più alto della città è lo One World Trade Center, costruito dopo l’attentato alle torri gemelle e terminato nel 2014,è il quinto grattacielo più alto del mondo!
L'altezza dell'edificio è di 1776 piedi, pari a 541 metri e 33 centimetri, compresi i 50 metri del pennone. Il numero 1776 non è casuale: è stato scelto poiché rappresenta l'anno della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti.

Al secondo posto c'è l'Empire State Building, ex grattacielo più alto, è una costruzione stile art déco e si trova nel quartiere Midtown del distretto di Manhattan, all'angolo tra la Fifth Avenue e la West 34th Street.
Camminare a testa in su è stato uno spettacolo in continuo cambiamento per le innumerevoli diversità architettoniche che mi hanno fatto toccare con mano la genialità creativa di questo popolo nella progettazione dei palazzi, non solo quelli altissimi... Infatti non tutti gli edifici importanti sono così svettanti nel cielo newyorkese.

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Il Museo Guggenheim

Affascinante la particolare forma triangolare del Flatiron Building, detto “ferro da stiro”, che non smette di stupire dal 1922,quando è stato costruito, e stupefacente è l’Hearst Tower, iniziato nel 1928 e poi fermato negli anni della Grande Depressione, fu terminato solo dopo circa 80 anni. L’ho subito notato per la sua base fortemente rigida e con una facciata classica, ma straordinario per la differenza creata con un muro di vetrate azzurre.

Spettacolare poi il Museo Guggenheim, di cui vi parlo in un altro articolo (Museo Guggenheim) progettato dal famoso architetto Frank Lloyd Wright che gli ha dato una impronta decisamente unica tanto da divenire una icona dell’architettura, con la sua forma rotondeggiante ed il percorso museale interno a forma di spirale discendente.

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I serbatoi d'acqua

Ma non tutti gli edifici che si vedono mi hanno colpita per la loro altezza, altri più bassi hanno una caratteristica che li ha fatti diventare un’altra tipicità della città: i serbatoi cilindrici con tetto conico che si vedono sopra i tetti, sono serbatoi d’acqua per le esigenze del palazzo. Mi sono informata e ho scoperto che l’acqua per New York, ed in particolare per Manhattan, arriva da enormi serbatoi posti sulla terraferma e distanti, per questa ragione vengono poste delle pompe alla base di ogni edificio, che provvedono a spingerla in alto fino al serbatoio che, con il suo accumulo, permette alle pompe stesse di non essere sempre in movimento.
Il sistema è valido anche per i grattacieli, ma questi hanno i loro serbatoi non a vista.
Ecco quindi questi tipici cilindri, tutti rigorosamente in legno di cedro canadese, a “decorare” i tetti degli edifici meno alti.

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Le scale di sicurezza

Un altro elemento tipico dell’architettura di New York che mi ha affascinata sono state le scale di sicurezza che prepotentemente si protendono dalle facciate dei palazzi più vecchi. Fino a 1968, ed a partire dal 1867, il regolamento edilizio di New York obbligava ogni edificio ad essere dotato di una scala esterna di sicurezza, con un accesso diretto e libero e che le finestre per accedervi si potessero aprire con velocità e facilità, che non fossero occupate da oggetti quali vasi di fiori, barbecue, ecc.

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Moltissime volte queste ordinanze non sono rispettate in modo rigoroso, mentre si rispetta la norma che le scale siano verniciate con due strati di vernici con colore diversi, così da poter monitorarne il degrado. Le scale sono così diventate, sia per manifattura che per colore, un tratto distintivo dell’abitazione newyorkese, meravigliose da ammirare così variopinte e diverse tra loro.
E poi ancora oggi sono luoghi d’ incontro, come nel film Colazione da Tiffany con cui è cresciuto il mio immaginario di questa città con gli incontri romantici alla finestra e le feste condominiali.

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Le nuove tendenze eco e bio su temi ambientale hanno poi portato anche la realizzazione di bellissimi spazi verdi su terrazze e tetti, con aree dedicate alle coltivazioni come veri e propri orti e spazi relax in un contesto che fino a poco tempo fa sembrava inconciliabile con un ambiente urbano.

C'è un momento in cui il viaggio iniziato non può più essere interrotto, corriamo verso una frontiera, passiamo attraverso una porta misteriosa e ci svegliamo dall'altra parte, in un'altra vita. (Isabel Allende)

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