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Viaggi nell’anima e nel mondo

La prima cosa che mi ha colpito arrivando in Oman sono i profumi che si sprigionano ovunque…sopra a tutti quello dell’incenso bruciato nei suk e non solo.

La via dell'incenso, la via sacra dei profumi, partiva dagli attuali Oman e Yemen per arrivare sul Mediterraneo e si percorreva in 3/5 mesi: erano circa 2400 chilometri! Era un viaggio avventuroso che rendeva ricchi i mercanti, ma anche i predoni che tendevano agguati alle carovane.

 

L’Oman è un paese ancora poco conosciuto, un angolo dell’Asia che guarda l’Oceano Indiano, ma ricco di  storia e di tesori che custodisce nei suoi territori. Il Sultanato dell’Oman mostra ancor oggi le sue caratteristiche medioevali, diremmo noi, grazie ai suoi castelli, torrette e mura difensive che ci raccontano di un passato di guerre per difendersi dai suoi vicini, perché si trovava all’incrocio tra i mercati dell’Europa e quelli dell’Asia.

Mille 7

 

Sono arrivata in Oman sulla spinta de Le Mille e una notte, libro amatissimo nella mia infanzia e inseguendo la Regina di Saba che è nota soprattutto per il celebre episodio biblico della sua visita a Salomone, re d’Israele, per metterne alla prova, la proverbiale saggezza. Sovrana del regno di Saba (10° secolo a.C.) in Oman, fu rappresentata in numerosi racconti, leggende e dipinti

Esiste un villaggio sull’Himalaya in cui comandano le donne e non esistono i mariti. C’è una minoranza etnica che vive nello Yunnan, una zona sud-occidentale della Cina, ai confini con il Tibet e ai piedi della grande montagna, quella dei Moso,  

 

 

Per me viaggiare è vitale come respirare e, quando penso di farmi un regalo si tratta sempre una destinazione lontana da visitare così per il mio ultimo compleanno volevo assolutamente uno scenario da sogno e me lo sono costruito: 3 giorni in giunca privata sulla Baia di Ha Long!
Come sempre, quello che ho vissuto è stato molto di più di quello che avevo immaginato…

Se chiudo gli occhi e penso ad un colore per il Vietnam mi vedo circondata da mille sfumature di verde scintillante: ho scoperto in questo paese sono presenti più di 12.000 specie di piante, di cui ben 2.300 si sono dimostrate utili all’uomo e dalla foresta la popolazione ancora ricava cortecce, radici, erbe e fiori utili a curare molti disturbi.

L’acqua dei fiumi e dei mari mi attrae sempre moltissimo, forse per il mio stretto rapporto con l’inconscio, di cui è uno dei simboli archetipici e se posso, quando viaggio nel mondo, scelgo sempre un albergo che si affacci sulle acque…così ho fatto anche in Vietnam quando ho dormito a Hanoi, sul Fiume Rosso, a Hue, che si trova sul Fiume dei Profumi, ed a Hoi An sul Fiume Thu Bon.

E poi entro in un giardino giapponese e sento che non me ne vorrei mai andare… È stato un innamoramento a prima vista! Quando sei lì capisci davvero cosa vuol dire “stare nella presenza”, termine caro a noi che seguiamo la pratica meditativa. È facile in quel luogo, tutto ti guida alla osservazione non giudicante di quello che è dentro e fuori di te… davvero una esperienza di grande fascinazione.

Sono distesa sul divano e mi sto rilassando, in attesa che arrivi il momento di chiamare il taxi per andare a prendere il volo per il Vietnam… improvvisamente  compare la pubblicità di un volo a/r Roma Tokyo super scontato a condizione di pagarlo SUBITO e di partire l’anno successivo! Non so resistere e mi metto a cercare di capire su internet quando sarà la prossima famosa “fioritura dei ciliegi”… più o meno…

Il mio primo incontro con una geisha è avvenuto di fronte ad un televisore che trasmetteva, in bianco e nero, l’opera Madame Butterfly di Puccini…avrò avuto più o meno 10 anni ma è rimasta una memoria indelebile!
L’ho ritrovata anni dopo in Memorie di una geisha, il fascino che destano queste donne avvolte nel mistero, depositarie di millenarie arti tradizionali giapponesi è davvero straordinario ed eccomi, così, a Kyoto s cercarle nelle vie...

Sono da sempre affascinata dalla filosofia zen e dalla via della spada che ho conosciuto grazie al libro Lo Zen e la cultura giapponese di Suzuki, preziosissima guida per cominciare a capire qualcosa di questo mondo lontano e straordinario.
Poi ho visto il film I 47 Ronin che mi ha completamente presa (grazie anche al fascino di Keanu Reeves!) e ho deciso che appena arrivata a Tokyo, una delle prime cose che avrei visto era il tempio Tempio Sengakuji dove sono conservate le loro tombe, e così ho fatto…

Arrivo in Giappone con il desiderio di visitare gli innumerevoli templi e mi rendo conto subito che è un obiettivo irrealistico: sono tantissimi, con le loro specifiche caratteristiche, sia strutturali che rituali... lascio così che siano le circostanze a scegliere per me a quali rinunciare e parto alla scoperta.

Parto per il Vietnam con coordinate geografico-letterarie molto diverse tra loro: la prima cosa che ho in testa è la parola Indocina utilizzata in passato per indicare la regione continentale del sud est asiatico tra India e Cina. Al giorno d'oggi questo termine si riferisce alla regione che si estende dal sud della Tailandia, attraverso il Laos, il Vietnam, la Cambogia e il Myanmar (ex Birmania), sviluppandosi fino al sud della Cina.

Parto per il Giappone anche alla ricerca di quelle armoniche dissonanze a cui mi ha abituata Murakami con il suo Norvegian Wood e con tutti gli altri suoi meravigliosi libri, che ho divorato negli anni, e appena uscita dal mio albergo di Kyoto accade davvero: entro per un caffè da Starbucks e dietro una vetrata trovo un tempio shintoista... oggi e ieri insieme... è amore a prima vista!

La data dell'11 settembre è scolpita nella memoria collettiva come uno spartiacque tra un prima e un dopo segnato dalla paura degli attentati terroristici…sembra che non ci si pensi ma quando ho incontrato per strada i pompieri di New York tutto questo è tornato velocemente alla mente: i morti alle Torri Gemelle avrebbero potuto essere molti di più se l'intervento...

Credo che sia per tutti così… New York è nel nostro immaginario soprattutto per Manhattan e Central Park grazie agli innumerevoli film che hanno contribuito a costruire questa immagine multistrato nella nostra anima. Per me tutto questo ha il copyright di Woody Allen di cui ho amato tutte le opere e quindi non potevo che...

Quando ho aperto l’email di Agora Gallery di New York che mi invitava ad esporre i miei Mandala ho pensato, ovviamente, ad uno scherzo e solo per caso non l’ho buttata nel cestino… dopo qualche giorno mi è tornata ancora sotto gli occhi e ho deciso, quasi per gioco, di andare a vedere se questa galleria esisteva davvero.

Quando sono arrivata a New York è stato inevitabile camminare a testa in su per poter ammirare quell’infinità di grattacieli che sembrano paletti infissi nel terreno a tenere ferma la città per non farla portar via dal fiume Hudson.
La più grande città degli Stati Uniti, è la patria di 5.818 grattacieli, 92 dei quali sono...

Non so per quali strane vie del destino a 18 anni ho assistito in un teatro a un concerto di Amalia Rodriguez ma mi è tornato, improvvisamente, in mente passando davanti al Museo del Fado, che ho visitato, e il ricordo mi ha spinta ad andare ad ascoltarlo nuovamente dal vivo. Non sopporto i locali tipici per definizione e quindi...

Tanti anni fa ho visto il film Sostiene Pereira, con uno strepitoso Marcello Mastroianni, ambientato a Lisbona nel 1938 e mi sono innamorata perdutamente di questa città così mi sono letta Lisbona - Quello che il turista deve vedere e mi sono innamorata anche dello scrittore Pessoa così ho letto anche L’anno della morte di Ricardo Reis che...

Arrivo alla Torre di Belem via acqua, con una piacevolissima crociera sul fiume Tago che parte dalla centralissima Praca do Comercio e giunge fino a qui, sulla sponda nord. Inizialmente la torre sorgeva a guardia della città su una piccola isola rocciosa del fiume a 200 metri dalla sponda di fronte alla spiaggia di Restelo, ma col tempo questo tratto

Passeggiando per la città è stato impossibile non essere sedotta dalle piastrelle di ceramica smaltata e decorata che ricoprono numerose abitazioni e monumenti della città: sono le Azulejos! Di derivazione moresca, nacquero intorno al 15º secolo per opera dei vasai che ritagliavano l’argilla in quadrati per usarla più facilmente e poi la dipingevano con i colori vivaci propri di Lisbona...