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Viaggi nell’anima e nel mondo

Il mio viaggio in Sri Lanka è stato davvero una meravigliosa sorpresa che mi ha offerto scenari inaspettati, cominciando dal nord che è la  zona delle città antiche dove un tempo sorgevano le capitali delle dinastie singalesi. Qui gli archeologi hanno riportato alla luce straordinari tesori sepolti sotto le foreste che nei secoli hanno coperto queste terre.

I mesi invernali possono rappresentare il periodo migliore per un viaggio stile avventura nel cuore della Thailandia. Ci aiuta il clima più mite (anche decisamente fresco, nelle montagne del nord) e soprattutto più secco che nel periodo dei monsoni.

Naturalmente, il trekking è il modo migliore per visitare la Thailandia dei parchi e delle foreste. Tra questi, il Parco nazionale di Khao Yai è certamente il parco nazionale tailandese che dà maggiori emozioni. Il territorio è fantastico, tanto da essere dichiarato “parco” fin dal 1962, proprio per preservare questo gioiello.

Amo le feste religiose tipiche dei paesi che visito e quando ho deciso di andare a conoscere lo Sri Lanka ho scelto di farlo in coincidenza con la festa Esala Perahera di Kandy riconosciuta  come la celebrazione religiosa più suggestiva di tutta l’Asia. Si svolge nell’arco di 10 giorni durante il plenilunio del mese di Esala, che cade tra luglio e agosto, e finisce con il plenilunio del mese di Nikini: l'inizio delle pioggie!

Nel Nord Est della Thailandia, a Udon Thani, c’è uno dei luoghi più incredibili del mondo: il Red Lotus Sea, un lago ricoperto interamente di fiori di loto con colori che vanno dal rosa al rosso. Un giardino galleggiante che è davvero uno spettacolo straordinario della natura.

Dell’oltre un miliardo di abitanti presenti nel subcontinente indiano, il 6% circa vive ancora a livello tribale nelle aree inaccessibili pre-himalayane dell’Arunachal Pradesh e nelle foreste interne dello stato di Orissa, situato nell’India centro orientale.
In Orissa esiste la più alta concentrazione di “adivasi” (tribali) di tutta l’India: sessantadue tribù di origine dravidica, etnia originaria delle popolazioni indiane, che si rifugiarono nella jungla impenetrabile per sfuggire all’avanzata delle popolazioni Arya, che attorno al 1800 - 1600 a.C. arrivarono dall’Asia Minore sulle sponde dell’Indo ed invasero il subcontinente indiano.

In Myanmar, ex  Birmania c’è un luogo davvero mistico: la Pagoda Kyaiktiyo, conosciuta come la  Roccia d'Oro.

È una roccia di granito, alta sette metri e mezzo con una circonferenza di 15 metri, arrotondata e posato sul cucuzzolo del monte Kyaikto, a 1.100 metri di quota.

Il Bhutan, incantevole regno dell'Himalaya non solo offre un'incredibile cultura antica ricca e ben conservata ma è uno dei punti principlai della biodiversità globale con oltre il 40% del paese designato come aree protette. Integra il tradizionale rispetto buddista per tutti gli esseri senzienti con la moderna gestione del territorio.

La Terra dei rubini esiste davvero e si trova in Myanmar, la ex Birmania, con capitale  Mogok.

Mogok è il centro della leggendaria Ruby Land, l’area mineraria più famosa dell’Asia,  nella regione di Burma, al confine con la Cina.

Un viaggio In Oriente alla ricerca del benessere corpo&anima. L'Oriente è la direzione dei profumi, dei colori, di tradizioni millenarie e di scenari quasi magici.

In molti luoghi d’Oriente come India, Sri lanka, Myanmar (ex Birmania) le tradizioni e la cultura antica del benessere ancora sopravvivono. 

Alle pendici dell’Himalaya sorge un luogo dove regnano tranquillità ed equilibrio, dove ogni cosa occupa il suo posto esatto e dove la natura protegge una cultura semplice, ma di grande fascino. Il suo nome è Buthan o Paese del Drago.

La seduzione del tango dilagò in tutto il mondo negli anni ‘20 grazie al cantante Carlos Gardel che passò dalla dura vita operaia al mercato di El Abasto, per diventare poi un sensuale cantante romantico e un attore di successo. Figlio di una lavandaia francese, nato nel 1887 aveva la fedina penale sporca e un passato avvolto nel mistero ma quando morì nel 1935 entrò definitivamente nella mitologia del tango.

I miei Mandala esposti a Shanghai!

Le soprese non finiscono mai e,dopo essere stata invitata ad esporre i miei Mandala a New York, mi arriva un invito da Shanghai per presentare i miei quadri ad una Esposizione Mondiale che si tiene  presso la Shanghai Library e, naturalmente, accetto!!

La Library, Biblioteca Nazionale, è al terzo posto delle biblioteche più grandi al mondo e ha ereditato le collezioni personali degli Imperatori sin dalla dinastia Song (1127-1279) e  moltissime collezioni private di “celebrità” della dinastia Ming e Qing. 

Mogli e concubine

di Tong Su

Romanzo che ha ispirato il film Lanterne Rosse, racconta che in una Cina immersa nel medioevo, la giovane Songlian accetta di diventare quarta sposa e concubina del ricco Chen per uscire dalla poverta. Il marito ha il diritto di scegliere ogni sera la donna con cui passera la notte mettendo una lanterna rossa davanti alla sua residenza. L'unica che ha il coraggio e gli strumenti culturali per ribellarsi e Songlian.

Lanterne rosse è un film del 1991 diretto da Zhāng Yìmóu, basato sul romanzo Mogli e concubine di Su Tong. Con questa opera la Cina si affaccia alla ribalta cinematografica.

Zhang Yimou ci introduce con passi felpati attraverso le gelide stanze di un palazzo nobiliare del 1920, in Cina del Nord, nel 1920 periodo dei sognori dell guerra. Dopo la morte del padre, la giovanissima studentessa universitaria Songlian decide di sposare Chen Zuoqin, maturo discendente di una anticadinastia, per contrasti insanabili con la matrigna. Lui ha già tre mogli  e tutte aspettano che davanti alla loro porta vengano appese le lanterne rosse, che stanno a significare che il marito passerà la notte con loro e che potranno disporre di certi privilegi per il giorno in corso e per quello successivo, fino a che le lanterne non si accenderanno di nuovo.

 

 

 

E' un film wuxia del 2004 diretto da Zhang Yimou.

Il Wǔxiá  letteralmente "eroe marziale", è un ampio genere letterario cinese moderno nato all'inizio del XX secolo che racconta le avventure di eroi marziali della tradizione cinese. Nonostante formalmente il genere wuxia sia moderno, il termine è stato retroattivamente applicato anche alla tradizione narrativa precedente da cui discende e che risale fino al periodo degli stati combattenti. Sebbene sia tradizionalmente una forma letteraria, la sua popolarità si è diffusa in altre forme artistiche come l'opera cinese, i manhua, film, serie televisive e videogiochi. È un componente della cultura popolare cinese in molte comunità di lingua cinese in tutto il mondo.

Gli eroi dei racconti wuxia non servono un signore, o un'autorità militare, né appartengono alla classe aristocratica ma spesso  alle classi sociali inferiori. Di solito legati a un codice cavalleresco che richiede loro di mettere riparo ai i torti, combattere per la giustizia, eliminare gli oppressori e vendicare i crimini passati.

La foresta dei pugnali volanti è ambientato nell'anno 859; durante la dinastia Tang, in Cina, si forma un'organizzazione di ribelli, conosciuta come l'alleanza dei Pugnali Volanti. E' composta da rivoluzionari, abili guerrieri ed assassini, che si oppongono all'imperatore, ritenuto per la sua inettitudine colpevole della decadenza e della corruzione che attanaglia il paese. Questi ribelli, che rubano ai ricchi per dare ai poveri, ottengono sempre più il favore da parte del popolo. Si sospetta che Mei, una danzatrice cieca da poco giunta in una casa di piacere detta Padiglione delle Peonie e straordinariamente esperta nelle arti marziali, possa essere la figlia scomparsa del capo di questa setta. Così viene arrestata ed imprigionata dai soldati dell'imperatore...

Lascio Shanghai, totalmente rinnovata e modernamente luminosa e appariscente, per ritrovarmi, a solo 100 km di distanza, in un altro mondo…la Cina che avevo in testa io dopo aver letto La manica tagliata, una raccolta di storie d’amore della Cina Antica.

La manica tagliata

di Ameng Di Wu

 "Una volta riposava - era giorno - ed era adagiato su un lato, sulla manica della veste del sovrano. Questi voleva alzarsi, ma Xian non si era ancora svegliato. Allora, non volendo scuoterlo, l'imperatore tagliò la manica e quindi si alzò: a tal punto arrivava il suo amore!". Da questo episodio della vita del favorito Dong Xian, del I secolo d.C., è tratto il titolo di questa antologia di racconti d'amore cinesi. Cinquanta racconti per ventidue secoli di storia, dal V secolo a.C. al XIX, e le atmosfere e gli ambienti sono protagonisti altrettanto delle vicende: la Cina antica delle corti, delle leggende popolari, delle mitologie di dei e spiriti. 

La prima cosa che mi ha colpito arrivando in Oman sono i profumi che si sprigionano ovunque…sopra a tutti quello dell’incenso bruciato nei suk e non solo.

La via dell'incenso, la via sacra dei profumi, partiva dagli attuali Oman e Yemen per arrivare sul Mediterraneo e si percorreva in 3/5 mesi: erano circa 2400 chilometri! Era un viaggio avventuroso che rendeva ricchi i mercanti, ma anche i predoni che tendevano agguati alle carovane.

 

L’Oman è un paese ancora poco conosciuto, un angolo dell’Asia che guarda l’Oceano Indiano, ma ricco di  storia e di tesori che custodisce nei suoi territori. Il Sultanato dell’Oman mostra ancor oggi le sue caratteristiche medioevali, diremmo noi, grazie ai suoi castelli, torrette e mura difensive che ci raccontano di un passato di guerre per difendersi dai suoi vicini, perché si trovava all’incrocio tra i mercati dell’Europa e quelli dell’Asia.

Le mille e una notte

AA.VV.

Le mille e una notte  è una celebre raccolta di racconti orientali (di origine egiziana, mesopotanica, indiana e persiana), iniziata a partire dal  X secolo, di varia ambientazione storico-geografica, composta da differenti autori.

È incentrata sullle vicende del re persiano Shahriyar che, essendo stato tradito da una delle sue mogli, uccideva sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di  nozze.

Un giorno  Shahrazad  figlia maggiore del gran visir, decide di offrirsi volontariamente al sovrano come sposa , avendo escogitato un piano per placare l'ira dell'uomo contro il genere femminile. Così la bella e intelligente ragazza, per far cessare l'eccidio e non essere lei stessa uccisa, attua il suo piano con l'aiuto della sorella: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per "mille e una notte" (che è un modo di dire per indicare un periodo di tempo molto lungo). Alla fine il re, innamoratosi, le rende salva la vita.

 

Mille 7

 

Sono arrivata in Oman sulla spinta de Le Mille e una notte, libro amatissimo nella mia infanzia e inseguendo la Regina di Saba che è nota soprattutto per il celebre episodio biblico della sua visita a Salomone, re d’Israele, per metterne alla prova, la proverbiale saggezza. Sovrana del regno di Saba (10° secolo a.C.) in Oman, fu rappresentata in numerosi racconti, leggende e dipinti

Per me viaggiare è vitale come respirare e, quando penso di farmi un regalo si tratta sempre una destinazione lontana da visitare così per il mio ultimo compleanno volevo assolutamente uno scenario da sogno e me lo sono costruito: 3 giorni in giunca privata sulla Baia di Ha Long!
Come sempre, quello che ho vissuto è stato molto di più di quello che avevo immaginato…

Il domani non muore mai è il diciottesimo film della saga di 007 e secondo con Pierce Brosnan nei panni di James Bond, uscito nel 1997 e diretto da Roger Spottiswoode.James Bond viene inviato in Afghanistan per neutralizzare una gang di commercianti d'armi, tra cui il pioniere del tecnoterrorismo Henry Gupta e Carver che  stimola la reazione dell'MI6 quando ha intenzione di scatenare una guerra tra Cina e Inghilterra, attraverso un'inquietante nave stealth, invisibile ai radar, che con una modifica al sistema GPS, affonda una fregata della marina militare inglese.

Indocina è un film del 1992 diretto da Régis Wargnier e interpretato da Catherine Deneuve e Vincent Perez. La pellicola ha ricevuto numerosi premi tra cui l'Oscar e il Golden Globe come miglior film straniero.

Il film è ambientato durante la lotta per l'indipendenza dell'Indocina francese tra gli Anni Venti e gli Anni Cinquanta attraverso due storie d'amore. La prima lega Eliane, ricca possidente francese e Jean Baptiste, tenente della Marina francese, la seconda lo stesso tenente con Camille, giovane principessa vietnamita e figlia adottiva di Eliane che lotta per l'indipendenza del Vietnam.

Se chiudo gli occhi e penso ad un colore per il Vietnam mi vedo circondata da mille sfumature di verde scintillante: ho scoperto in questo paese sono presenti più di 12.000 specie di piante, di cui ben 2.300 si sono dimostrate utili all’uomo e dalla foresta la popolazione ancora ricava cortecce, radici, erbe e fiori utili a curare molti disturbi.

L’acqua dei fiumi e dei mari mi attrae sempre moltissimo, forse per il mio stretto rapporto con l’inconscio, di cui è uno dei simboli archetipici e se posso, quando viaggio nel mondo, scelgo sempre un albergo che si affacci sulle acque…così ho fatto anche in Vietnam quando ho dormito a Hanoi, sul Fiume Rosso, a Hue, che si trova sul Fiume dei Profumi, ed a Hoi An sul Fiume Thu Bon.

The Quiet American (2002) un film di Phillip Noyce con Michael Caine, Brendan Fraser, Do Thi Hai.
Vietnam 1952. Il reporter britannico Thomas Fowler si trova nel sudest asiatico da lungo tempo quando nella sua vita entra Alden Pyle, un americano addetto al programma di assistenza sanitaria. Il giovane e quasi timido funzionario si innamora della giovane vietnamita, Phuong, che vive con Fowler. Nonostante questi lo aiuti in una missione difficile, gliela porta via perchè scopre che le promesse di matrimonio che l'uomo, ormai anziano, ha fatto alla ragazza non possono realizzarsi. Sarà però Fowler a scoprire altre (e ben più gravi) menzogne dell'americano. Noyce gira, da Graham Green, un film 'vecchia maniera' che ricorda il cinema degli anni ’60.

Nato nel 1938 a Firenze, giornalista e autore di innumerevoli libri. Tiziano Terzani è stato un profondo conoscitore del continente asiatico e uno dei giornalisti italiani di maggior prestigio a livello internazionale. E' stato inoltre autore di reportage e racconti tradotti in tutto il mondo. Per anni uno dei collaboratori di punta del Corriere della Sera. Nel 1971 diventa corrispondente dall'Asia per il settimanale tedesco Der Spiegel. E' vissuto a Singapore, Hong Kong, Pechino, Tokyo e Bangkok. E' scomparso il 28 luglio 2004.

Pelle di leopardo

di Tiziano Terzani

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Quando, nel 1972, Tiziano Terzani arrivò in Vietnam, era – come scrive lui stesso – il giovane corrispondente «ottimista, sorridente e speranzoso raffigurato coi sandali di gomma dei vietcong in copertina». Consegnò la propria esperienza di testimone della guerra al diario che l’anno dopo apparve col titolo Pelle di leopardo, con riferimento alla carta del Vietnam a chiazze, a seconda che una zona fosse occupata dall’una o dall’altra delle parti in lotta.

Si ritrovò di nuovo in Vietnam nel 1975, e fu uno dei pochissimi giornalisti occidentali testimoni della liberazione di Saigon. Giai Phong!, pubblicato nel 1976, ricostruiva i retroscena diplomatici e di guerra di quei mesi febbrili. Qui i due libri vengono riproposti insieme: sono l’appassionante resoconto di un viaggiatore instancabile, sempre in prima linea, curioso di uomini e cose, e il «documento di un particolare momento nella storia di una rivoluzione, il momento in cui gli eroi non sono ancora stati rimpiazzati dai burocrati del terrore». 

Entrambi riflettono l’atmosfera, lo spirito di quel tempo in cui era ancora possibile riempire il futuro di speranze, di sogni: «avevo l’impressione di qualcosa di nuovo ed affascinante che veniva alla luce, qualcosa di magico come la vita di un neonato ». Poco importava, in quel momento, se il futuro aveva un volto antico e quel bambino si sarebbe rivelato ben presto «un mostro dal cuore di pietra», che sostituì una dittatura con un’altra. Scritte letteralmente tra due fuochi (quello americano e quello dei vietcong), queste pagine descrivono non solo le battaglie e gli orizzonti di una guerra che fu il mito e l’emblema di una generazione, ma anche la sofferenza delle popolazioni civili, il loro cambiamento materiale e morale dopo la fine degli scontri, tra fabbriche e chiese, rancori e perdono. 

L'amante è un film del 1992 diretto da Jean-Jacques Annaud, tratto dal romanzo omonimo e semi-autobiografico di Marguerite Duras.

Tratta di una relazione sessuale illecita tra una ragazza francese ed un facoltoso trentenne cinese. La vicenda si snoda intorno agli scenari stupendi della foce del fiume Mekong e le vie trafficate di Saigon, nell'Indocina francese degli anni trenta.

E poi entro in un giardino giapponese e sento che non me ne vorrei mai andare… È stato un innamoramento a prima vista! Quando sei lì capisci davvero cosa vuol dire “stare nella presenza”, termine caro a noi che seguiamo la pratica meditativa. È facile in quel luogo, tutto ti guida alla osservazione non giudicante di quello che è dentro e fuori di te… davvero una esperienza di grande fascinazione.

Sono distesa sul divano e mi sto rilassando, in attesa che arrivi il momento di chiamare il taxi per andare a prendere il volo per il Vietnam… improvvisamente  compare la pubblicità di un volo a/r Roma Tokyo super scontato a condizione di pagarlo SUBITO e di partire l’anno successivo! Non so resistere e mi metto a cercare di capire su internet quando sarà la prossima famosa “fioritura dei ciliegi”… più o meno…

Il mio primo incontro con una geisha è avvenuto di fronte ad un televisore che trasmetteva, in bianco e nero, l’opera Madame Butterfly di Puccini…avrò avuto più o meno 10 anni ma è rimasta una memoria indelebile!
L’ho ritrovata anni dopo in Memorie di una geisha, il fascino che destano queste donne avvolte nel mistero, depositarie di millenarie arti tradizionali giapponesi è davvero straordinario ed eccomi, così, a Kyoto s cercarle nelle vie...

Sono da sempre affascinata dalla filosofia zen e dalla via della spada che ho conosciuto grazie al libro Lo Zen e la cultura giapponese di Suzuki, preziosissima guida per cominciare a capire qualcosa di questo mondo lontano e straordinario.
Poi ho visto il film I 47 Ronin che mi ha completamente presa (grazie anche al fascino di Keanu Reeves!) e ho deciso che appena arrivata a Tokyo, una delle prime cose che avrei visto era il tempio Tempio Sengakuji dove sono conservate le loro tombe, e così ho fatto…

Daisetsu Teitarō Suzuki (1870-1966) nacque a Kanazawa, nel Giappone occidentale, da una famiglia di medici appartenente alla classe dei samurai. La povertà della famiglia causata dalla morte prematura del padre lo portò ad accostarsi agli studi buddhisti, e fu discepolo di Soyen Shaku presso il monastero Engakuji di Kamakura.

È stato probabilmente la più grande autorità in materia di filosofia buddhista e sicuramente la massima autorità sul buddhisrno zen. Docente di filosofia buddhista all'Università Otani di Kyoto, ha dedicato l'intera vita allo zen; ha scritto oltre una quarantina di opere sul buddhismo più numerosi articoli e saggi e si può certamente affermare che abbia contribuito più di chiunque altro alla diffusione del buddhismo zen nel mondo occidentale. E ha scritto con autorità.

Non solo ha studiato le opere originali in sanscrito, pali, cinese, giapponese, ma è anche stato un profondo conoscitore del pensiero occidentale, nelle lingue inglese, francese e tedesca, che parlava correntemente. Tuttavia è stato molto più che uno studioso. Pur non appartenendo ad alcun ordine religioso o setta buddhista la sua conoscenza delle cose dello spirito è stata tanto diretta, profonda ed efficace che veniva onorato in ogni tempio del Giappone.

I suoi libri che più ho amato:

  • Psicoanalisi e buddhismo zen (1978)
  • Introduzione al buddhismo zen con Introduzione di C. G. Jung (1978)
  • Lo zen e la cultura giapponese (2014)

Lo zen e la cultura giapponese

di Taitaro Suzuki Daisetz e altri

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Daisetz T. Suzuki, massima autorità giapponese nel campo del buddhismo zen, dà avvio nel 1936 a una serie di conferenze in Inghilterra e in America, cimentandosi nella non facile impresa di illustrare al mondo occidentale la più indecifrabile e sfuggente delle dottrine orientali. E due anni più tardi, dopo aver profondamente rielaborato e perfezionato i testi approntati allo scopo, consegna con questo libro le chiavi di accesso a una mirabile tradizione religiosa, senza la quale sarebbe inconcepibile gran parte della filosofia, dell'arte e della letteratura nipponiche.

Fu infatti grazie alla pratica zen del satori - il risveglio o illuminazione - che ogni aspetto della vita giapponese assunse le forme misteriose di un'incessante ricerca del senso ultimo nascosto nell'esistente, di un'arte al servizio del potenziamento spirituale: la filosofia samuraica della spada, la cerimonia del tè, la pittura sumiye, il teatro No e lo haiku sono solo alcune delle vie attraverso cui lo Zen ci invita a una partecipazione etica ed estetica al mondo, percepito nella sua vacuità e impermanenza. Con uno stile in cui convergono lo spirito del monaco, del poeta e del divulgatore, Suzuki ridefinisce l'identità e l'evoluzione storica dello Zen - origini e influenze, scuole e maestri, principi e strumenti -, svelandoci quel vuoto originario in cui i grandi maestri seppero cogliere un barlume di eternità.

Memorie di una geisha è un film del 2005 diretto da Rob Marshall, basato sull'omonimo romanzo di Arthur Golden e prodotto dalla Amblin Entertainment di Steven Spielberg. Nel 2006 ha vinto tre Academy Award.

Una bambina giapponese viene venduta dalla famiglia per lavorare come serva nella casa di una geisha. Nonostante le angherie di una sua accanita rivale, la ragazza, grazie alla protezione dell’affascinante Mameha, riesce a diventare la leggendaria geisha Sayuri. Colma di bellezza e talento, Sayuri seduce gli uomini più potenti dei suoi giorni, ma il suo cuore continuerà a battere per l'unico uomo che non potrà mai avere.

Arrivo in Giappone con il desiderio di visitare gli innumerevoli templi e mi rendo conto subito che è un obiettivo irrealistico: sono tantissimi, con le loro specifiche caratteristiche, sia strutturali che rituali... lascio così che siano le circostanze a scegliere per me a quali rinunciare e parto alla scoperta.

47 Ronin è un film del 2013 diretto da Carl Rinsch e con protagonisti Keanu Reeves, Cary-Hiroyuki Tagawa, Hiroyuki Sanada e Rinko Kikuchi. La sceneggiatura del film, scritta da Chris Morgan e Hossein Amini, si basa sulla vera storia dei quarantasette Rōnin, un gruppo di samurai che nel diciottesimo secolo si opposero allo shōgun per vendicare l'uccisione del loro daimyō.

I 47 samurai senza un capo giurano di vendicarsi e di restituire l'onore al loro popolo. Cacciati dalle loro case e sparpagliati in tutta la regione, questi Ronin devono cercare l'aiuto di Kai - un mezzosangue che un tempo loro stessi avevano bandito - mentre si fanno strada attraverso un mondo selvaggio di bestie mitiche, stregonerie che fanno cambiare forma alle cose e alle persone e incredibili terrori.

Le ricette della signora Toku è un film del 2015 scritto e diretto da Naomi Kawase, basato sull'omonimo romanzo di Durian Sukegawa. Il film è stato scelto per aprire la sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2015. La pellicola è stata inoltre presentata nella sezione Contemporary World Cinema del Toronto International Film Festival 2015.
Sentaro è proprietario di una piccola panetteria dove si servono dorayaki, piccoli dolci ripieni di una salsa di fagioli rossi detta "an". Tokue, una vecchia signora, si offre di aiutarlo a preparare i dolci ma Sentaro è inizialmente riluttante: solo in seguito scopre che la donna ha una mano magica nella preparazione dell'an. Grazie all'aiuto di Tokue, gli affari iniziano ad andare a gonfie vele e col tempo tra lei e Sentaro inizia anche una profonda amicizia.

Haruki Murakami (Kyoto, 12 gennaio 1949) è uno scrittore, traduttore e saggista giapponese.
È stato tradotto in circa cinquanta lingue e i suoi best-seller hanno venduto milioni di copie. I suoi lavori di narrativa si sono guadagnati l'acclamazione della critica e numerosi premi, sia in Giappone che a livello internazionale, come il World Fantasy Award (2006), il Frank O'Connor International Short Story Award (2006), il Premio Franz Kafka (2006) e il Jerusalem Prize (2009).
Le opere più celebri comprendono Nel segno della pecora (1982), Norwegian Wood (1987), L'uccello che girava le viti del mondo (1994-1995), Kafka sulla spiaggia (2002), e 1Q84 (2009–2010). Ha inoltre tradotto un cospicuo numero di lavori dall'inglese al giapponese, spaziando da Raymond Carver a J. D. Salinger.

Yukio Mishima , pseudonimo di Kimitake Hiraoka (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970) è stato uno scrittore, drammaturgo, saggista e poeta giapponese. Acceso nazionalista, ebbe notorietà anche come attore, regista cinematografico e artista marziale.
Mishima fu uno dei pochi autori giapponesi a riscuotere immediato successo anche all'estero Le sue numerose opere spaziarono dal romanzo alle forme modernizzate e riadattate del teatro tradizionale giapponese Kabuki e Nō, Il suo suicidio rituale dopo l'occupazione del Ministero della Difesa, assieme a un gruppo di paramilitari da lui guidati, ha avuto ampia notorietà caratterizzando il personaggio di Mishima nell'immaginario della letteratura.
Sterminata la sua produzione di romanzi e saggi.
Confessioni di una maschera (1969) è una sorta di romanzo semi-autobiografico in cui il protagonista racconta, senza mai citare il proprio nome, la storia della sua infanzia ed adolescenza e dello sviluppo della propria omosessualità, all'inizio celata, fino alla completa accettazione.
La parola "maschera" del titolo deriva dal modo in cui Kochan è costretto a sviluppare una propria falsa personalità usata per presentarsi agli altri. Crede che tutti intorno a lui siano obbligati a nascondere i propri veri sentimenti gli uni nei confronti degli altri, partecipando così a una grande universale "mascherata".
Il padiglione d'oro (1956) è un tentativo di mettere in forma di romanzo i propri concetti estetici e filosofici, per cui ogni evento della narrazione assume un significato simbolico. Con questo libro, Mishima, si è aggiudicato il Premio Yomiuri.

Il padiglione d'oro

di Yukio Mishima e altri

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Nel 1950 avvenne il fatto che ispirò a Mishima questo "Padiglione d'oro", che è del 1958: un giovane accolito buddista, deforme e balbuziente, dà fuoco a uno dei maggiori monumenti dell'arte giapponese, il padiglione di un celebre santuario di Kyoto, il Kinkakuji, il quattrocentesco tempio zen. La storia di questo clamoroso gesto è raccontata da Mishima con aderenza alla cronaca, ma in modo da assegnare un senso simbolico ossia problematico all'azione del piromane.

La chiave dell'ossessione di Mizoguchi, Mishima la ricerca in quell'attesa quasi magica della grande distruzione che rappresenta il tema profondo di tutta la prima parte del libro fino al giorno della sconfitta bellica del Giappone. La calata agli inferi si svolge sul tema di straordinarie, attonite rievocazioni di memorie dell'infanzia. Il tema della bellezza suprema del padiglione affonda le sue radici in un'ossessione infantile esorcizzata dallo storpio Mizoguchi con un atto che trova giustificazione anche nella dottrina buddista della morte al mondo e della cancellazione del bello in quanto pura apparenza.

Norwegian wood. Tokyo blues

di Haruki Murakami e altri

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Uno dei piú clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro piú intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

Parto per il Vietnam con coordinate geografico-letterarie molto diverse tra loro: la prima cosa che ho in testa è la parola Indocina utilizzata in passato per indicare la regione continentale del sud est asiatico tra India e Cina. Al giorno d'oggi questo termine si riferisce alla regione che si estende dal sud della Tailandia, attraverso il Laos, il Vietnam, la Cambogia e il Myanmar (ex Birmania), sviluppandosi fino al sud della Cina.

Parto per il Giappone anche alla ricerca di quelle armoniche dissonanze a cui mi ha abituata Murakami con il suo Norvegian Wood e con tutti gli altri suoi meravigliosi libri, che ho divorato negli anni, e appena uscita dal mio albergo di Kyoto accade davvero: entro per un caffè da Starbucks e dietro una vetrata trovo un tempio shintoista... oggi e ieri insieme... è amore a prima vista!

Il mio nome è Corto, Corto Maltese. Sono nato a Malta, il 10 luglio del 1887, almeno così mi dicono. Della mia prima infanzia ricordo una bandiera piena di croci e una barba rossa, quella di mio padre. Mia madre? Una gitana di Siviglia...

Questo Mandala e' nato dopo il mio viaggio in Cina. Se ti piace coloralo come vuoi e lascia che ti ispiri per un tuo prossimo viaggio.

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