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Shanghai - I miei Mandala invitati in Cina e le seducenti luci del Bund

Le soprese non finiscono mai e,dopo essere stata invitata ad esporre i miei Mandala a New York, mi arriva un invito da Shanghai per presentare i miei quadri ad una Esposizione Mondiale che si tiene  presso la Shanghai Library e, naturalmente, accetto!!

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La Library, Biblioteca Nazionale, è al terzo posto delle biblioteche più grandi al mondo e ha ereditato le collezioni personali degli Imperatori sin dalla dinastia Song (1127-1279) e  moltissime collezioni private di “celebrità” della dinastia Ming e Qing.

In modo straordinario questa ricchezza storica si sposa con una struttura architettonica ultra moderna e affascinante che ospita la mostra internazionale a cui partecipo.

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Per me è l'occasione di tornare in questa città dopo 20 anni e certo non immagino che la mia Shanghai che ricordo con quel taglio tipicamente  indocinese, raccontato in modo soprendente dal film Lanterne Rosse, non ci sia più!

La Concessione francese

Resiste la Concessione francese che fu una delle principali basi europee di Shanghai dalla metà del XIX secolo fino a poco prima della Seconda Guerra Mondiale. Le famiglie europee benestanti  crearono, infatti, un'oasi art deco nel cuore di Shanghai dove ho potuto passeggiare nelle tranquille vie alberate che fanno sembrare infinitamente lontane le aree altamente urbanizzate.

Affascinante l'insieme di appartamenti moderni e neoclassici, ville in stile coloniale e palazzi art deco. La via principale è costeggiata da edifici che riflettono l'evoluzione architettonica della città dalle dinastie Ming e Qing fino al XX secolo e non posso non pensare alle vicende raccontate nel bellissimo romanzo Mogli e concubine.  Tra gli edifici più rilevanti spicca l'ex residenza di Sun Yat-sen, un'abitazione molto ben conservata che ospita un museo a lui dedicato, dove sono custoditi gli effetti personali del padre della Cina moderna. 

Il quartiere è ricco di pittoreschi negozi specializzati in abiti di seta tipici di Shanghai, gallerie e caffè.  Al centro  si trova il parco di Fuxing, dove ho osservato gli abitanti del luogo che fanno il tai chi e il volo degli aquiloni. Naturalmente non ho saputo resistere e ne ho comperato uno gigantesco a forma di farfalla in carta di riso e la cosa più straordinaria è che sia riuscita a portarlo sano e salvo fino in Italia! 

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Il Bund

L'atmosfera indocinese che mi ricordavo ha lasciato, però, il posto a una nuova città, totalmente diversa, che riesce ad ammaliarmi con le sue luci e il suo grande fiume.

Alloggio, infatti, in un hotel che si affaccia sul Bund e mi lascio incantare... 

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Il Bund è uno dei simboli architettonici  di Shanghai. La parola “bund” deriva da una parola anglo-indiana che indica un argine lungo la riva fangosa di un fiume ed all’inizio, quando la prima compagnia britannica vi aprì un ufficio nel 1846, era proprio così!

Successivamente ha rappresentato l’eleganza di Shanghai, affascinante città del commercio. Oggi molti begli edifici sono stati aggiunti a quelli storici e è stato costruito un muro di contenimento lungo 771 metri per il controllo delle piene. In cima al muro c’è un’ampia passeggiata panoramica con un pavimentato di piastrelle colorate e cosparso di letti di fiori e luci da giardino in stile europeo. Passeggio lì la sera e mi godo la vista sul  fiume Huangpu e così lascio andare il rimpianto per la città perduta e mi immergo nelle sue luci notturne.

 Accade durante i viaggi:un solo mese sembra più lungo di quattro mesi trascorsi a casa. Shopenhauer

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