www.mandalaraccontidiviaggio.com

Viaggi nell’anima e nel mondo

Oman: seguendo le “Mille e una notte” e i tesori della Regina di Saba

 I tesori della Regina di Saba

Sono arrivata in Oman sulla spinta de Le Mille e una notte, libro amatissimo nella mia infanzia e inseguendo la Regina di Saba che è nota soprattutto per il celebre episodio biblico della sua visita a Salomone, re d’Israele, per metterne alla prova, la proverbiale saggezza. Sovrana del regno di Saba (10° secolo a.C.) in Oman, fu rappresentata in numerosi racconti, leggende e dipinti

Del regno di Saba si sa poco, probabilmente si trattava di un prospero stato dell’Arabia sudoccidentale, zona denominata dai Romani Arabia felix per la sua fertilità e ricchezza perché i suoi abitanti, i Sabei, fondavano la propria ricchezza su oro, brillanti, incenso e profumi. La sua  storia rivive nel sito archeologico di Sumharam, che si affaccia su un pittoresco fiordo desertico lambito da una sottile striscia di sabbia interrotta dal mare.

Ho cercato in Oman innanzitutto i profumi che la Regina di Saba donò a Salomone insieme ai tesori preziosissimi: la sua famosa essenza di rose e l’incenso olibano.

 

  Mille 6

   

Mille 9

Essenza di rosa e incenso olibano

L’esenza di rosa: anche oggi le preziosissime rose dai 35 petali sono coltivate in modo intensivo nella regione del Jebel Akhdar. In aprile avviene la raccolta dei fiori appena dischiusi, che vengono poi messi in semplici apparecchi per la loro distillazione.

L’incenso olìbano è ovunque: brucia sulle bancarelle dei suq, si mastica in palline cerose per guarire quasi ogni disturbo: La qualità migliore è verdognola ma accenderla è davvero complicato, servono carboni ardenti e un accendisigari e quindi ho rinunciato.

Mille 14

 Khanjar

Affascinante è stato il mio incontro con il pugnale khanjar: tradizionale o ricurvo, costituisce l’elemento principale dell’abito omanita. Gli uomini sono particolarmente legati al suo possesso e, ancora oggi, lo portano fieramente durante le cerimonie ufficiali, le feste nazionali e i matrimoni. Questo comportamento, tramandato di padre in figlio, ha fatto sì che, nel Sultanato, venga mantenuta la fabbricazione dei pugnali anche in tempi moserni. Il khanjar omanita incarna il simbolo di un autentico patrimonio che le generazioni future s’impegnano a preservare e tramandarsi. È anche simbolo di virilità e oggetto di orgoglio. Il prezzo di un khanjar varia a seconda del materiale utilizzato: ferro, argento od oro. I più diffusi sono i khanjar d’argento, i cui prezzi dipendono dal tipo di corno impiegato per la fabbricazione del manico. Alcuni sono in corno di giraffa (praticamente  introvabili perchè la protezione della razza ne vieta la caccia),  altri sono in legno di sandalo o di arancio amaro.

Territ 28

Mille 12

 La Halwa

La halwa omanita, nota a livello nazionale e internazionale, costituisce uno dei simboli più rappresentativi dell’indole generosa e autentica di questo popolo.  Una torta gelatinosa a base di noci e mandorle e profumato di acqua di rose, cardamomo, zafferano, cumino è immancabile in tutte le case omanite, specialmente durante le ricorrenze, nei periodi di festa, nelle cerimonie religiose, è un elemento fondamentale, legato indissolubilmente ai doveri di ospitalità del paese. Ne esistono di diversi tipi, a seconda della provenienza regionale. Può essere conservata per quattro mesi senza rischio di alterazioni e senza aggiunta di conservanti. Viene generalmente servita su un dast, un grande piatto a forma circolare a lei appositamente dedicato, sebbene si utilizzino anche altri recipienti di varie forme e dimensioni. Alcuni sono in terracotta, altri in metallo o plastica a seconda del contesto.

Il vasellame omanita

È una delle industrie più antiche dell’Oman e l’interesse che le dedicano gli omaniti va ricondotto al grande e variegato utilizzo dei vasi nella loro vita quotidiana. Esistono diverse tipologie e forme di vasellame, dagli usi più disparati e prodotti con i materiali più diversi.

  • Nei jihal(grandi otri per l’acqua) si conserva l’acqua potabile.
  • khurus(orci) rossi, dall’involucro spesso, si usano (se di grandi dimensioni) per l’acqua e per i datteri oppure (se piccoli) per la conservazione di miele e grassi.
  • biram(marmitte di arenaria) sono utilizzati per cuocere gli alimenti.
  • A questi si aggiungono le caffettiere e i mahames(apparecchi o utensili per la torrefazione).

L’argilla costituisce il materiale di base e il villaggio di Bahla, situato nella regione di Ad Dakhiliyah, è uno dei luoghi più rinomati per il vasellame.

Mille 25

Mille 18

Dhow, le tipiche imbarcazioni omanite interamente in legno e costruite a mano

Si tratta di un campo in cui gli omaniti si sono sempre distinti. Grazie alle loro navi hanno potuto raggiungere regioni remote, sia a oriente che a occidente, entrando così in contatto con tutte le civiltà del vecchio continente. Le navi omanite sono di norma molto complesse, sia nello stile che nella forma.

Sur è stata la città costiera dell’Oceano Indiano più celebre per le costruzioni navali e qui si possono ancora vedere le diverse tappe di fabbricazione delle navi e delle barche con i materiali impiegati. Tra le più celebri imbarcazioni di Sur, la ghanja richiede addirittura un anno di costruzione. Per rendere onore a questo tipo di nave, gli abitanti di Sur hanno esposto una ghanja chiamata Fath Al Khayr (La conquista del bene), di fronte al Museo del Mare, facendone un monumento commemorativo, simbolo del vecchio distretto. Tra le altre tipologie di navi omanite vanno ricordate il sunbuq e il badan. Naturalmente le navi del Sultanato si distinguono, dalle altre, per la loro solidità e potenza.

Le danze omanite tradizionali

Una vera sorpresa è stata assistere ad uno spettacolo di danza tradizionale omanita in cui i ballerini erano tutti uomini…ecco un video!

 

Io viaggio, non per andare da nessuna parte, ma per andare. Io viaggio per l'amore del viaggio. La grande storia è quella di muoversi ( Lao Tzu)

Suggerimenti utili