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Oman - Un affascinante Sultanato che fonde tradizione islamica e modernità occidentale

L’Oman è un paese ancora poco conosciuto, un angolo dell’Asia che guarda l’Oceano Indiano, ma ricco di  storia e di tesori che custodisce nei suoi territori. Il Sultanato dell’Oman mostra ancor oggi le sue caratteristiche medioevali, diremmo noi, grazie ai suoi castelli, torrette e mura difensive che ci raccontano di un passato di guerre per difendersi dai suoi vicini, perché si trovava all’incrocio tra i mercati dell’Europa e quelli dell’Asia.

La Grande Moschea

Un altro elemento aspetto certamente caratterizzante sono le moschee che, trovandoci in un paese musulmano, adornano il territorio ovunque si vada

Quando sono andata a visitare la  Grande Moschea del Sultano Qaboos a Muskat, sono rimasta molto colpita dalla stupefacente fusione tra lo stile tipico musulmano della costruzione e una visione moderna con la limpidezza delle linee, la suddivisione degli spazi, il modernismo degli elementi base,costruiti  con l’obiettivo di poter ospitare migliaia di persone.

L’interno può accogliere infatti circa 20.000 fedeli!

Quando sono entrata in questa monumentale moschea mi sono ritrovata immediatamente nell’ atmosfera  fiabesca delle Mille e una notte  per gli immensi spazi, l’eleganza magica delle opere, l’ordine e il silenzio delle persone in raccoglimento. Pensate che la Sala degli Uomini ha un tappeto di oltre 4.000 mq, realizzato dalla paziente opera di 600 tessitrici in quattro anni e sopra di esso c’è un lampadario in cristallo di Swarosky, che illumina la preghiera di 7000 uomini...

Tutto qui è simbolico cominciando dal fatto che il complesso è circondato da cinque pilastri, che rappresentano i cinque concetti basi dell’Islam:

  • testimoniare la propria fede
  • le preghiere rituali
  • donare ai poveri e bisognosi
  • digiunare durante il Ramadan
  • effettuare almeno un pellegrinaggio nella propria vita a La Mecca .

Arch 15

 

Seicento fortezze e castelli

In Oman si contano, infatti, almeno seicento tra fortezze e castelli sparsi nell’intero territorio, come il castello di Jabrin, che ho visitato e che fu costruito nel XVII secolo. Oggi recuperato al suo antico splendore  si erge maestoso in una pianura desertica.  E' un continuo saliscendi un po' faticosi ma ho potuto  ammirare al suo interno i soffitti a cassettoni decorati e qualche oggetto antico disseminato tra le varie stanze.. Bellissima la vista dal tetto delle palme che circondano il castello.

Arch 38

Arch 35

Il Museo della Terra dell’incenso

In questa terra oggi anche la scultura si bilancia tra tradizione e modernità, come ho potuto vedere  al Museo della Terra dell’Incenso a Salallah: moderne sculture di antilopi si affiancano agli scritti di  Abu ‘Abdullah Ahmad bin Muhammad bin Hanbal Shaybani (780-855 d.C.), fondatore di una delle quattro maggiori scuole di giurisprudenza sunnite. La sua opera al-Musnad è considerata fra le raccolte più complete e antiche di ahadith, perché contiene circa 30.000 detti attribuiti al Profeta e viene custodita accanto ad opere recentissime, non prive di fascino.

Arch 57

Arch 58

Un cantiere a cielo aperto dove antico e moderno si incontrano

Nel campo delle costruzioni il Sultanato Qabus bin Sa’id ha investito da anni molte delle sue risorse personali e continua a farlo, sia in campo civile che per le infrastrutture e servizi.

Girando per le città, si vedono porzioni di territorio aggredite dall’urbanizzazione, colline tagliate, spazi ricavati dove è più funzionale, senza preoccuparsi delle difficoltà di costruzione. Si può dire che il deserto e le zone aride e rocciose, tipiche dell’Oman, siano collocate a fianco delle autostrade, degli edifici, privati e pubblici, in una sorta di scacchiera inconsueta!

Quello che però mi ha colpita è che c’è una grande cura del dettaglio in questo sviluppo: un pilastro non è mai solo un semplice supporto ma l’occasione per evidenziare lo stile riconoscibile e storico del territorio.

Gli Omaniti non perdono occasioni per dare dimostrazione dello speciale uso della geometria per abbellire e dare forza alle proprie costruzioni. Così ho potuto ammirare al suk di Muskat, come in altri, mille particolari e opere strutturali che sono arricchiti dalla bellezza dei motivi architettonici geometrici e di intarsi tratti dalle parole del Corano. Allo stesso modo un qualsiasi lampione stradale non serve solo ed esclusivamente all’illuminazione ma diventa strutturalmente un elemento decorativo armonico con la storia del Sultanato e con riferimenti simbolici all’Islam.

Anche la residenza ufficiale del Sultano, il Alam Palace, costruito negli anni settanta, è un esempio di fusione tra la tradizione araba e linee modernistiche, tipico di questo paese.

Arch 25

Arch 54

Il Progetto OCHRE

L’Italia ha in corso con il Sultanato il Progetto OCHRE ““Omani Cultural Heritage Resources Enhancement Project”, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma, l’Associazione Restauratori d’Italia, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’Università “La Sapienza”. Questa  collaborazione ha come obiettivo interventi che riguarderanno 500 Forti, Torri e Castelli, in parte di proprietà statale ed in parte privata, da restaurare e destinare ai beni culturali o da convertire in resort turistici.

Inoltre l’architetto fiorentino Enrico d’Errico, professione «restauratore» di castelli e fortilizi, da 36 anni in Oman, gode della totale fiducia del Sultano omanita Qābūs bin Saʿīd che gli ha affidato il rifacimento di numerosi edifici storici del paese.

 

Non dirmi quanti anni hai, o quanto sei educato e colto, dimmi dove hai viaggiato e che cosa sai. (Maometto)

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