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Viaggi nell’anima e nel mondo

E poi entro in un giardino giapponese e sento che non me ne vorrei mai andare… È stato un innamoramento a prima vista! Quando sei lì capisci davvero cosa vuol dire “stare nella presenza”, termine caro a noi che seguiamo la pratica meditativa. È facile in quel luogo, tutto ti guida alla osservazione non giudicante di quello che è dentro e fuori di te… davvero una esperienza di grande fascinazione.

Sono distesa sul divano e mi sto rilassando, in attesa che arrivi il momento di chiamare il taxi per andare a prendere il volo per il Vietnam… improvvisamente  compare la pubblicità di un volo a/r Roma Tokyo super scontato a condizione di pagarlo SUBITO e di partire l’anno successivo! Non so resistere e mi metto a cercare di capire su internet quando sarà la prossima famosa “fioritura dei ciliegi”… più o meno…

Il mio primo incontro con una geisha è avvenuto di fronte ad un televisore che trasmetteva, in bianco e nero, l’opera Madame Butterfly di Puccini…avrò avuto più o meno 10 anni ma è rimasta una memoria indelebile!
L’ho ritrovata anni dopo in Memorie di una geisha, il fascino che destano queste donne avvolte nel mistero, depositarie di millenarie arti tradizionali giapponesi è davvero straordinario ed eccomi, così, a Kyoto s cercarle nelle vie...

Sono da sempre affascinata dalla filosofia zen e dalla via della spada che ho conosciuto grazie al libro Lo Zen e la cultura giapponese di Suzuki, preziosissima guida per cominciare a capire qualcosa di questo mondo lontano e straordinario.
Poi ho visto il film I 47 Ronin che mi ha completamente presa (grazie anche al fascino di Keanu Reeves!) e ho deciso che appena arrivata a Tokyo, una delle prime cose che avrei visto era il tempio Tempio Sengakuji dove sono conservate le loro tombe, e così ho fatto…

Daisetsu Teitarō Suzuki (1870-1966) nacque a Kanazawa, nel Giappone occidentale, da una famiglia di medici appartenente alla classe dei samurai. La povertà della famiglia causata dalla morte prematura del padre lo portò ad accostarsi agli studi buddhisti, e fu discepolo di Soyen Shaku presso il monastero Engakuji di Kamakura.

È stato probabilmente la più grande autorità in materia di filosofia buddhista e sicuramente la massima autorità sul buddhisrno zen. Docente di filosofia buddhista all'Università Otani di Kyoto, ha dedicato l'intera vita allo zen; ha scritto oltre una quarantina di opere sul buddhismo più numerosi articoli e saggi e si può certamente affermare che abbia contribuito più di chiunque altro alla diffusione del buddhismo zen nel mondo occidentale. E ha scritto con autorità.

Non solo ha studiato le opere originali in sanscrito, pali, cinese, giapponese, ma è anche stato un profondo conoscitore del pensiero occidentale, nelle lingue inglese, francese e tedesca, che parlava correntemente. Tuttavia è stato molto più che uno studioso. Pur non appartenendo ad alcun ordine religioso o setta buddhista la sua conoscenza delle cose dello spirito è stata tanto diretta, profonda ed efficace che veniva onorato in ogni tempio del Giappone.

I suoi libri che più ho amato:

  • Psicoanalisi e buddhismo zen (1978)
  • Introduzione al buddhismo zen con Introduzione di C. G. Jung (1978)
  • Lo zen e la cultura giapponese (2014)

Lo zen e la cultura giapponese

di Taitaro Suzuki Daisetz e altri

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Daisetz T. Suzuki, massima autorità giapponese nel campo del buddhismo zen, dà avvio nel 1936 a una serie di conferenze in Inghilterra e in America, cimentandosi nella non facile impresa di illustrare al mondo occidentale la più indecifrabile e sfuggente delle dottrine orientali. E due anni più tardi, dopo aver profondamente rielaborato e perfezionato i testi approntati allo scopo, consegna con questo libro le chiavi di accesso a una mirabile tradizione religiosa, senza la quale sarebbe inconcepibile gran parte della filosofia, dell'arte e della letteratura nipponiche.

Fu infatti grazie alla pratica zen del satori - il risveglio o illuminazione - che ogni aspetto della vita giapponese assunse le forme misteriose di un'incessante ricerca del senso ultimo nascosto nell'esistente, di un'arte al servizio del potenziamento spirituale: la filosofia samuraica della spada, la cerimonia del tè, la pittura sumiye, il teatro No e lo haiku sono solo alcune delle vie attraverso cui lo Zen ci invita a una partecipazione etica ed estetica al mondo, percepito nella sua vacuità e impermanenza. Con uno stile in cui convergono lo spirito del monaco, del poeta e del divulgatore, Suzuki ridefinisce l'identità e l'evoluzione storica dello Zen - origini e influenze, scuole e maestri, principi e strumenti -, svelandoci quel vuoto originario in cui i grandi maestri seppero cogliere un barlume di eternità.

Memorie di una geisha è un film del 2005 diretto da Rob Marshall, basato sull'omonimo romanzo di Arthur Golden e prodotto dalla Amblin Entertainment di Steven Spielberg. Nel 2006 ha vinto tre Academy Award.

Una bambina giapponese viene venduta dalla famiglia per lavorare come serva nella casa di una geisha. Nonostante le angherie di una sua accanita rivale, la ragazza, grazie alla protezione dell’affascinante Mameha, riesce a diventare la leggendaria geisha Sayuri. Colma di bellezza e talento, Sayuri seduce gli uomini più potenti dei suoi giorni, ma il suo cuore continuerà a battere per l'unico uomo che non potrà mai avere.

Arrivo in Giappone con il desiderio di visitare gli innumerevoli templi e mi rendo conto subito che è un obiettivo irrealistico: sono tantissimi, con le loro specifiche caratteristiche, sia strutturali che rituali... lascio così che siano le circostanze a scegliere per me a quali rinunciare e parto alla scoperta.

47 Ronin è un film del 2013 diretto da Carl Rinsch e con protagonisti Keanu Reeves, Cary-Hiroyuki Tagawa, Hiroyuki Sanada e Rinko Kikuchi. La sceneggiatura del film, scritta da Chris Morgan e Hossein Amini, si basa sulla vera storia dei quarantasette Rōnin, un gruppo di samurai che nel diciottesimo secolo si opposero allo shōgun per vendicare l'uccisione del loro daimyō.

I 47 samurai senza un capo giurano di vendicarsi e di restituire l'onore al loro popolo. Cacciati dalle loro case e sparpagliati in tutta la regione, questi Ronin devono cercare l'aiuto di Kai - un mezzosangue che un tempo loro stessi avevano bandito - mentre si fanno strada attraverso un mondo selvaggio di bestie mitiche, stregonerie che fanno cambiare forma alle cose e alle persone e incredibili terrori.

Le ricette della signora Toku è un film del 2015 scritto e diretto da Naomi Kawase, basato sull'omonimo romanzo di Durian Sukegawa. Il film è stato scelto per aprire la sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes 2015. La pellicola è stata inoltre presentata nella sezione Contemporary World Cinema del Toronto International Film Festival 2015.
Sentaro è proprietario di una piccola panetteria dove si servono dorayaki, piccoli dolci ripieni di una salsa di fagioli rossi detta "an". Tokue, una vecchia signora, si offre di aiutarlo a preparare i dolci ma Sentaro è inizialmente riluttante: solo in seguito scopre che la donna ha una mano magica nella preparazione dell'an. Grazie all'aiuto di Tokue, gli affari iniziano ad andare a gonfie vele e col tempo tra lei e Sentaro inizia anche una profonda amicizia.

Haruki Murakami (Kyoto, 12 gennaio 1949) è uno scrittore, traduttore e saggista giapponese.
È stato tradotto in circa cinquanta lingue e i suoi best-seller hanno venduto milioni di copie. I suoi lavori di narrativa si sono guadagnati l'acclamazione della critica e numerosi premi, sia in Giappone che a livello internazionale, come il World Fantasy Award (2006), il Frank O'Connor International Short Story Award (2006), il Premio Franz Kafka (2006) e il Jerusalem Prize (2009).
Le opere più celebri comprendono Nel segno della pecora (1982), Norwegian Wood (1987), L'uccello che girava le viti del mondo (1994-1995), Kafka sulla spiaggia (2002), e 1Q84 (2009–2010). Ha inoltre tradotto un cospicuo numero di lavori dall'inglese al giapponese, spaziando da Raymond Carver a J. D. Salinger.

Yukio Mishima , pseudonimo di Kimitake Hiraoka (Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970) è stato uno scrittore, drammaturgo, saggista e poeta giapponese. Acceso nazionalista, ebbe notorietà anche come attore, regista cinematografico e artista marziale.
Mishima fu uno dei pochi autori giapponesi a riscuotere immediato successo anche all'estero Le sue numerose opere spaziarono dal romanzo alle forme modernizzate e riadattate del teatro tradizionale giapponese Kabuki e Nō, Il suo suicidio rituale dopo l'occupazione del Ministero della Difesa, assieme a un gruppo di paramilitari da lui guidati, ha avuto ampia notorietà caratterizzando il personaggio di Mishima nell'immaginario della letteratura.
Sterminata la sua produzione di romanzi e saggi.
Confessioni di una maschera (1969) è una sorta di romanzo semi-autobiografico in cui il protagonista racconta, senza mai citare il proprio nome, la storia della sua infanzia ed adolescenza e dello sviluppo della propria omosessualità, all'inizio celata, fino alla completa accettazione.
La parola "maschera" del titolo deriva dal modo in cui Kochan è costretto a sviluppare una propria falsa personalità usata per presentarsi agli altri. Crede che tutti intorno a lui siano obbligati a nascondere i propri veri sentimenti gli uni nei confronti degli altri, partecipando così a una grande universale "mascherata".
Il padiglione d'oro (1956) è un tentativo di mettere in forma di romanzo i propri concetti estetici e filosofici, per cui ogni evento della narrazione assume un significato simbolico. Con questo libro, Mishima, si è aggiudicato il Premio Yomiuri.

Il padiglione d'oro

di Yukio Mishima e altri

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Nel 1950 avvenne il fatto che ispirò a Mishima questo "Padiglione d'oro", che è del 1958: un giovane accolito buddista, deforme e balbuziente, dà fuoco a uno dei maggiori monumenti dell'arte giapponese, il padiglione di un celebre santuario di Kyoto, il Kinkakuji, il quattrocentesco tempio zen. La storia di questo clamoroso gesto è raccontata da Mishima con aderenza alla cronaca, ma in modo da assegnare un senso simbolico ossia problematico all'azione del piromane.

La chiave dell'ossessione di Mizoguchi, Mishima la ricerca in quell'attesa quasi magica della grande distruzione che rappresenta il tema profondo di tutta la prima parte del libro fino al giorno della sconfitta bellica del Giappone. La calata agli inferi si svolge sul tema di straordinarie, attonite rievocazioni di memorie dell'infanzia. Il tema della bellezza suprema del padiglione affonda le sue radici in un'ossessione infantile esorcizzata dallo storpio Mizoguchi con un atto che trova giustificazione anche nella dottrina buddista della morte al mondo e della cancellazione del bello in quanto pura apparenza.

Norwegian wood. Tokyo blues

di Haruki Murakami e altri

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Uno dei piú clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro piú intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

Parto per il Giappone anche alla ricerca di quelle armoniche dissonanze a cui mi ha abituata Murakami con il suo Norvegian Wood e con tutti gli altri suoi meravigliosi libri, che ho divorato negli anni, e appena uscita dal mio albergo di Kyoto accade davvero: entro per un caffè da Starbucks e dietro una vetrata trovo un tempio shintoista... oggi e ieri insieme... è amore a prima vista!

Questo Mandala e' nato dopo il mio viaggio in Giappone. Se ti piace coloralo come vuoi e lascia che ti ispiri per un tuo prossimo viaggio.

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