www.mandalaraccontidiviaggio.com

Viaggi nell’anima e nel mondo

Libri

Mogli e concubine

di Tong Su

Romanzo che ha ispirato il film Lanterne Rosse, racconta che in una Cina immersa nel medioevo, la giovane Songlian accetta di diventare quarta sposa e concubina del ricco Chen per uscire dalla poverta. Il marito ha il diritto di scegliere ogni sera la donna con cui passera la notte mettendo una lanterna rossa davanti alla sua residenza. L'unica che ha il coraggio e gli strumenti culturali per ribellarsi e Songlian.

La manica tagliata

di Ameng Di Wu

 "Una volta riposava - era giorno - ed era adagiato su un lato, sulla manica della veste del sovrano. Questi voleva alzarsi, ma Xian non si era ancora svegliato. Allora, non volendo scuoterlo, l'imperatore tagliò la manica e quindi si alzò: a tal punto arrivava il suo amore!". Da questo episodio della vita del favorito Dong Xian, del I secolo d.C., è tratto il titolo di questa antologia di racconti d'amore cinesi. Cinquanta racconti per ventidue secoli di storia, dal V secolo a.C. al XIX, e le atmosfere e gli ambienti sono protagonisti altrettanto delle vicende: la Cina antica delle corti, delle leggende popolari, delle mitologie di dei e spiriti. 

Le mille e una notte

AA.VV.

Le mille e una notte  è una celebre raccolta di racconti orientali (di origine egiziana, mesopotanica, indiana e persiana), iniziata a partire dal  X secolo, di varia ambientazione storico-geografica, composta da differenti autori.

È incentrata sullle vicende del re persiano Shahriyar che, essendo stato tradito da una delle sue mogli, uccideva sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di  nozze.

Un giorno  Shahrazad  figlia maggiore del gran visir, decide di offrirsi volontariamente al sovrano come sposa , avendo escogitato un piano per placare l'ira dell'uomo contro il genere femminile. Così la bella e intelligente ragazza, per far cessare l'eccidio e non essere lei stessa uccisa, attua il suo piano con l'aiuto della sorella: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per "mille e una notte" (che è un modo di dire per indicare un periodo di tempo molto lungo). Alla fine il re, innamoratosi, le rende salva la vita.

 

Pelle di leopardo

di Tiziano Terzani

Maggiori informazioni

Quando, nel 1972, Tiziano Terzani arrivò in Vietnam, era – come scrive lui stesso – il giovane corrispondente «ottimista, sorridente e speranzoso raffigurato coi sandali di gomma dei vietcong in copertina». Consegnò la propria esperienza di testimone della guerra al diario che l’anno dopo apparve col titolo Pelle di leopardo, con riferimento alla carta del Vietnam a chiazze, a seconda che una zona fosse occupata dall’una o dall’altra delle parti in lotta.

Si ritrovò di nuovo in Vietnam nel 1975, e fu uno dei pochissimi giornalisti occidentali testimoni della liberazione di Saigon. Giai Phong!, pubblicato nel 1976, ricostruiva i retroscena diplomatici e di guerra di quei mesi febbrili. Qui i due libri vengono riproposti insieme: sono l’appassionante resoconto di un viaggiatore instancabile, sempre in prima linea, curioso di uomini e cose, e il «documento di un particolare momento nella storia di una rivoluzione, il momento in cui gli eroi non sono ancora stati rimpiazzati dai burocrati del terrore». 

Entrambi riflettono l’atmosfera, lo spirito di quel tempo in cui era ancora possibile riempire il futuro di speranze, di sogni: «avevo l’impressione di qualcosa di nuovo ed affascinante che veniva alla luce, qualcosa di magico come la vita di un neonato ». Poco importava, in quel momento, se il futuro aveva un volto antico e quel bambino si sarebbe rivelato ben presto «un mostro dal cuore di pietra», che sostituì una dittatura con un’altra. Scritte letteralmente tra due fuochi (quello americano e quello dei vietcong), queste pagine descrivono non solo le battaglie e gli orizzonti di una guerra che fu il mito e l’emblema di una generazione, ma anche la sofferenza delle popolazioni civili, il loro cambiamento materiale e morale dopo la fine degli scontri, tra fabbriche e chiese, rancori e perdono. 

Lo zen e la cultura giapponese

di Taitaro Suzuki Daisetz e altri

Maggiori informazioni

Daisetz T. Suzuki, massima autorità giapponese nel campo del buddhismo zen, dà avvio nel 1936 a una serie di conferenze in Inghilterra e in America, cimentandosi nella non facile impresa di illustrare al mondo occidentale la più indecifrabile e sfuggente delle dottrine orientali. E due anni più tardi, dopo aver profondamente rielaborato e perfezionato i testi approntati allo scopo, consegna con questo libro le chiavi di accesso a una mirabile tradizione religiosa, senza la quale sarebbe inconcepibile gran parte della filosofia, dell'arte e della letteratura nipponiche.

Fu infatti grazie alla pratica zen del satori - il risveglio o illuminazione - che ogni aspetto della vita giapponese assunse le forme misteriose di un'incessante ricerca del senso ultimo nascosto nell'esistente, di un'arte al servizio del potenziamento spirituale: la filosofia samuraica della spada, la cerimonia del tè, la pittura sumiye, il teatro No e lo haiku sono solo alcune delle vie attraverso cui lo Zen ci invita a una partecipazione etica ed estetica al mondo, percepito nella sua vacuità e impermanenza. Con uno stile in cui convergono lo spirito del monaco, del poeta e del divulgatore, Suzuki ridefinisce l'identità e l'evoluzione storica dello Zen - origini e influenze, scuole e maestri, principi e strumenti -, svelandoci quel vuoto originario in cui i grandi maestri seppero cogliere un barlume di eternità.

Il padiglione d'oro

di Yukio Mishima e altri

Maggiori informazioni

Nel 1950 avvenne il fatto che ispirò a Mishima questo "Padiglione d'oro", che è del 1958: un giovane accolito buddista, deforme e balbuziente, dà fuoco a uno dei maggiori monumenti dell'arte giapponese, il padiglione di un celebre santuario di Kyoto, il Kinkakuji, il quattrocentesco tempio zen. La storia di questo clamoroso gesto è raccontata da Mishima con aderenza alla cronaca, ma in modo da assegnare un senso simbolico ossia problematico all'azione del piromane.

La chiave dell'ossessione di Mizoguchi, Mishima la ricerca in quell'attesa quasi magica della grande distruzione che rappresenta il tema profondo di tutta la prima parte del libro fino al giorno della sconfitta bellica del Giappone. La calata agli inferi si svolge sul tema di straordinarie, attonite rievocazioni di memorie dell'infanzia. Il tema della bellezza suprema del padiglione affonda le sue radici in un'ossessione infantile esorcizzata dallo storpio Mizoguchi con un atto che trova giustificazione anche nella dottrina buddista della morte al mondo e della cancellazione del bello in quanto pura apparenza.

L'anno della morte di Ricardo Reis

di José Saramago e altri

Maggiori informazioni

Nel 1936, mentre all’orizzonte si preannuncia la seconda guerra mondiale, scoppia quella di Spagna. Nello stesso anno muore Ricardo Reis, solo un anno dopo la scomparsa del suo inventore, Fernando Pessoa. Reis è infatti uno dei tanti eteronimi di Pessoa, che ne aveva immaginato l’ideale biografia (nato a Porto nel 1887, educato dai gesuiti, medico, espatriato per ragioni politiche in Brasile nel 1919) e gli aveva attribuito come poeta classicistiche odi oraziane, ma non gli aveva dato carne e sentimenti. Cosa che invece gli dà Saramago, che lo fa tornare in patria in occasione della morte del suo creatore, gli fa aprire uno studio medico a Lisbona, gli fa vivere una vera vita, sociale, sessuale e affettiva. E prima di morire – nel fatidico anno che è il vero protagonista del romanzo – lo fa essere testimone di eventi tragici, filtro attraverso cui rileggere la storia del Portogallo salazarista, allineato a fascisti, nazisti e falangisti in tutt’Europa.

Norwegian wood. Tokyo blues

di Haruki Murakami e altri

Maggiori informazioni

Uno dei piú clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro piú intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

Corto Maltese. Una ballata del mare salato

di Hugo Pratt

Maggiori informazioni

Tra le onde del Pacifico, nell’arcipelago della Melanesia, un catamarano salva dall’oceano due giovani naufraghi: i rampolli Cain e Pandora Groovesnore. Ma il capitano del battello, Rasputin, ha strappato alla furia del mare anche un altro superstite, quasi crocifisso a una fragile zattera: Corto Maltese. Per i due amici pirati che lavorano a servizio del Monaco, capo supremo dei pirati dei mari del Sud e detentore di un terribile segreto, è l’inizio di una tumultuosa avventura, fitta di intrighi, tradimenti, alleanze e attentati, nel tragico scenario della Seconda guerra mondiale.

Lisbona - Quello che il turista deve vedere

di Fernando Pessoa

Maggiori Informazioni

Pessoa scrisse questa guida turistica di Lisbona nel 1925 e faceva parte di un progetto più ampio che avrebbe dovuto coinvolgere tutto il Portogallo. Ancora oggi è validissima perché l’autore considera il lettore come un amico che accompagna personalmente, con il quale conversa camminando, illustrando le bellezze della città così come i dettagli storici. Pessoa si rivela una guida molto speciale: proseguendo nella lettura ci accorgiamo che non sta solo elencando i luoghi celebri e gli itinerari migliori per esplorare la città, piuttosto sta facendo una vera azione promozionale su Lisbona, trasformando il turista distratto in un turista consapevole.